Qui si muore di più!
Non solo inquinamento industriale. Ci sono luoghi in Italia dove è accertato che si muoia prima e ... di più! Ecco come combattere alcune delle cause.
Ecco che lo Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento presentato il 9 Novembre a Torino, pubblicato da Epidemiologia e prevenzione, ci guida per i luoghi dove la mortalità è più alta a causa dell’inquinamento.
Già. Qui ci si ammala di più e si vive meno e si tratta di città dove gli abitanti in Italia certamente non sono pochi. Un esempio su tutti? Brescia, purtroppo famosa per i casi di inquinamento causati dall’Industria Caffaroe dove i morti per linfoma non – Hodgkin sono sopra la media regionale.
Chi vive a Massa Carrara ha il 13% di probabilità in più di morte rispetto al resto della Toscana: si tratta di aree Sin, ovvero di Siti di Interesse Nazionale per le bonifiche. Ed ecco che i dati di mortalità hanno ricondotto a ben 63 diverse cause con 298 comuni che vengono racchiusi all’interno di queste aree. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità dal 1995 al 2002 l’inquinamento ambientale potrebbe aver contribuito a morte precoce per più di 10 mila persone!
Fabrizio Bianchi, epidemiologo del Cnr di Pisa, ha partecipato agli studi in questione e spiega come sui risulutati pesino ovviamente anche fattori quali la struttura per età o le condizioni socio-economiche, assieme ad altri fattori di rischio come le abitudini di vita. Anche in una fase di crisi si tratterebbe di studi sul lungo termine estremamente produttivi per il risparmio stesso della Sanità: fare bonifiche per far si che i luoghi per i futuri 20 o 30 anni non risentano delle alchimie prodotte dalle industrie. Ecco ad esempio il caso delle bonifiche di soli siti Sin quali Gela e Priolo - Environmental Health, ndr- in cui ogni anno si potrebbero prevenire ben 47 morti premature, 281 casi oncologici e 2700 ricoveri ospedalieri. Si tratta del 72 % di risparmio sul trattamento sanitario, un ottimo, se non il migliore campo in cui investire oggi per il bene comune.
Già. Qui ci si ammala di più e si vive meno e si tratta di città dove gli abitanti in Italia certamente non sono pochi. Un esempio su tutti? Brescia, purtroppo famosa per i casi di inquinamento causati dall’Industria Caffaroe dove i morti per linfoma non – Hodgkin sono sopra la media regionale.
Chi vive a Massa Carrara ha il 13% di probabilità in più di morte rispetto al resto della Toscana: si tratta di aree Sin, ovvero di Siti di Interesse Nazionale per le bonifiche. Ed ecco che i dati di mortalità hanno ricondotto a ben 63 diverse cause con 298 comuni che vengono racchiusi all’interno di queste aree. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità dal 1995 al 2002 l’inquinamento ambientale potrebbe aver contribuito a morte precoce per più di 10 mila persone!
Fabrizio Bianchi, epidemiologo del Cnr di Pisa, ha partecipato agli studi in questione e spiega come sui risulutati pesino ovviamente anche fattori quali la struttura per età o le condizioni socio-economiche, assieme ad altri fattori di rischio come le abitudini di vita. Anche in una fase di crisi si tratterebbe di studi sul lungo termine estremamente produttivi per il risparmio stesso della Sanità: fare bonifiche per far si che i luoghi per i futuri 20 o 30 anni non risentano delle alchimie prodotte dalle industrie. Ecco ad esempio il caso delle bonifiche di soli siti Sin quali Gela e Priolo - Environmental Health, ndr- in cui ogni anno si potrebbero prevenire ben 47 morti premature, 281 casi oncologici e 2700 ricoveri ospedalieri. Si tratta del 72 % di risparmio sul trattamento sanitario, un ottimo, se non il migliore campo in cui investire oggi per il bene comune.
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